Nei miei laboratori porto sempre esempi di autori che utilizzano lo smartphone per le loro produzioni – anche in ambito giornalistico – e Philip Bromwell è stato fin da subito un punto di riferimento. La sua attitudine, le buone pratiche e la competenza tecnica dimostrano non solo che è possibile creare contenuti di qualità senza budget elevati, ma anche come lo smartphone possa essere un valore aggiunto, capace di aprire a soluzioni narrative innovative.
Chi è Philip Bromwell?
Giornalista della RTÉ, l’emittente pubblica irlandese, Bromwell è considerato un pioniere del mobile journalism (o “mojo”). Un percorso iniziato oltre 10 anni fa con un iPhone 5S, strumento all’epoca rivoluzionario, che ha rivelato la sua lungimiranza: intuì infatti il potenziale dello smartphone sia per l’innovazione tecnica, sia per ridefinire il linguaggio del racconto giornalistico.
Uno stile riconoscibile: minimalismo e armonia
I suoi servizi – veri e propri storytelling – si distinguono per uno stile pulito e originale, che unisce soggetti, gesti, oggetti e ambienti in un insieme armonico. Lo smartphone, con la sua estetica informale, gli permette di avvicinarsi al pubblico attraverso toni leggeri, positivi, a volte umoristici.
La fotografia di Bromwell sfrutta al massimo le caratteristiche del dispositivo:
- Punti di vista inediti: angolazioni estreme, dettagli ravvicinati e la profondità di campo tipica dei piccoli sensori, che aggiungono dinamismo e originalità alle inquadrature.
- Intimità ma senza invadenza: riprende i soggetti da distanze ravvicinate, immergendo lo spettatore nelle loro azioni. Le ridotte dimensioni dello smartphone e la familiarità che tutti hanno con questo strumento gli permettono di catturare espressioni e gesti senza risultare intrusivo.
Ritmo e montaggio dinamico
Il segreto della personalità dei suoi lavori sta anche nel montaggio serrato. Grazie alla rapidità con cui varia le inquadratura, agevolata dalla praticità dello smartphone, Bromwell costruisce un ritmo incalzante, ma mai caotico. Ogni stacco è funzionale alla narrazione: le azioni fluiscono in modo naturale, guidando lo spettatore attraverso i passaggi chiave della storia e i gesti compiuti dai soggetti di cui ci racconta le storie
Perché Bromwell è un modello?
I suoi lavori sono un manuale pratico di mobile journalism: combinano ricerca visiva, consapevolezza tecnica e creatività. Dimostrano che lo smartphone non è solo un’alternativa low-cost, ma uno strumento con un potenziale unico: rivoluziona il modo di raccontare, rendendo il giornalismo più agile, immediato e coinvolgente.
Per chi vuole approfondire, consiglio di visitare il suo canale vimeo https://vimeo.com/philipbromwell