In un diverso articolo su questo blog ho parlato delle cinque buone ragioni tecniche (più una) che spiegano perché usare lo smartphone per la produzione dei nostri video è una buona scelta. Qui invece elenco cinque buone ragioni (più una) del motivo per cui lo è dal punto di vista comunicativo e creativo.
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Spontaneità e autenticità
Lo smartphone, essendo percepito come un dispositivo “informale”, facilita interazioni più genuine con i soggetti ripresi. Questo permette di catturare emozioni e momenti non filtrati, creando un linguaggio visivo intimo che risuona con il pubblico.
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Linguaggio contemporaneo
La verticalità e i formati nativi per social media sono parte integrante delle potenzialità dello smartphone. Questo allinea il creativo alle abitudini di fruizione moderne, incoraggiando un’estetica dinamica, frammentata e interattiva, tipica della comunicazione digitale odierna.
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Riduzione delle barriere creative
L’assenza di setup complessi libera la mente dal tecnicismo, spostando l’attenzione sull’inquadratura e sull’azione, in una parola, sulla narrazione. Questo favorisce un approccio più istintivo, dove l’essenza del messaggio prevale sulla perfezione formale.
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Esplorazione di prospettive inedite
Le dimensioni ridotte permettono angolazioni insolite e movimenti di camera originali. Questa libertà fisica stimola un linguaggio visivo innovativo, rompendo schemi tradizionali e rendendo possibile la ricerca del linguaggio e stili più sperimentali.
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Immediatezza nel dialogo con il pubblico
Lo smartphone genera un’estetica “familiare” che il pubblico associa a contenuti quotidiani, aumentando l’empatia. Questo permette al creativo di costruire un tono confidenziale, quasi di complicità, ideale per campagne virali, storytelling o contenuti che mirano a coinvolgere emotivamente.
Bonus
Lo smartphone sfuma il confine tra autore, operatore e soggetto, democratizzando il processo creativo. Chiunque può diventare narratore della propria storia, senza la mediazione di figure tecniche. Viene facilitata una visione più personale, che privilegia l’urgenza del messaggio sull’estetica convenzionale, trasformando limiti apparenti in firma autoriale.
Lo smartphone non è quindi solo uno strumento, ma un’estensione del pensiero creativo. La sua natura “imperfetta” costringe a concentrarsi sull’essenza dell’audiovisivo e di raccontare storie che sentiamo, non solo che vediamo.